Sensazioni e Ricordi

Sensazioni e Ricordi di Giuseppe Luca Castellani
San Giorgio di Valpolicella Ingannapoltron
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San Giorgio di Valpolicella coglie il visitatore per la sua posizione collinare che domina la pianura e la vicina Verona. Il lago di Garda sullo sfondo e visto dalla piazza centrale del paese, offre un panorama invidiabile, specialmente nel tardo pomeriggio e al tramonto, quando il sole scende lentamente creando un'atmosfera incantevole.

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                                          Ottobre 2009- Luglio 2017

aggiornamento 3 sett. 2017
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      immagini dalla Festa delle Fae
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      
                      
La Pieve

A seguito delle prime invasioni Barbariche, nei primi secoli del Medioevo, le notizie relative alla zona si perdono. Non si sà di preciso quando la religione Cattolica sia penetrata in Valpolicella, ma di sicuro si può dedurre che la prima Chiesa Cristiana sorse sulle rovine dei vari santuari " Arusnati".
La Pieve di San Giorgio è il più famoso ed importante monumento della Valpolicella, e la chiesa più antica del Veronese costruita totalmente con la pietra locale.
Al suo interno molto importante è la presenza di "un'ara" con dedica al Sole ed alla Luna, situata alla base di una colonna della navata.
Ad occidente, nel corpo centrale, la navata è molto elevata e presenta un'abside che corrisponde alla parte centrale.
Una porta neogotica è usata tutt'ora come ingresso principale.
Il tetto dell'edificio presenta una notevole incrinatura. Internamente il soffitto è di legno e contrasta con le adiacenti pareti grezze.

Sulla parte settentrionale le arcate poggiano su quattro pilastri di fila, seguite da una colonna, un pilastro e un'altra colonna.
Sul lato meridionale invece sono rette da quattro pilastri in fila e da tre colonne, una delle quali ha come basamento "l'Ara Romana" di cui parlato precedentemente.

Seguendo l'iscrizione incisa sopra una colonnina del "Ciborio" riportante la data 712, gli studiosi hanno dedotto che l'epoca di costruzione della Pieve fosse
proprio la stessa della costruzione del ciborio e cioè nel secolo VIII°.








Nel corso dei secoli la Pieve seguì delle ristrutturazioni, e nel XII° sec. la parte Orientale della Basilica fù ricostruita, la pianta della Chiesa subì un allungamento.
Nello stesso periodo fù edificato il Campanbile, tutto in pietra locale e con un'altezza di ca. 40 mt.

Nel 1923 con la ricostruzione del Ciborio ad oper del Da Lisca, le pareti dei muri interni della Chiesa subirono una ristrotturazione, in prativa vennero fugati.

La Collegiata

Di San Giorgio di Valpolicella si trova traccia nella bolla di Eugenio III° nel 1145.
La Collegiata veniva descritta come un collegio di preti, indicati come canonici.
Lo scopo era quello di formare giovani sacerdoti che con lo studio avrebbero avuto l'oppurtunità di raggiungere i gradi superiori dell'ordine gerarchico canonico.
La Pieve in quel periodo aveva una giurisdizione su parecchi paesi limitrofi : Dolce', Ponton, Volargne, Cavalo e Monte.
Fino al 1400 erano i sacerdoti della Collegiata che praticavano l'attività religiosa negli altri luoghi di territorio.
                      
                      
Il Ciborio

Di epoca Longobarda, come già detto, fù costruito al tempo di re Liutiprando nel 712, e dalle iscrizioni incise, vi si legge che a Verona in quel tempo Domenico era Vescovo.
Il fatto che un re' facesse imprimere il suo nome su un simile manufatto stà ad indicare secondo gli studiosi, l'importanza che la Chiesa doveva avere in quel periodo. Ciò si avvale con la presenza in luodo della "Collegiata".
Il Ciborio è a forma di baldacchino con quattro archivolti e quattro colonnine poggianti sopra la mensa dell'altare maggiore, nel vano presbiteriale dell'abside orientale.
Dal testo inciso, i nomi degli scultori, Orso capomastro e i suoi due discepoli Gioventino e Gioviano.
Il Ciborio, conta di tre capitelli originali, e di quattro archivolti.
Due di questi, i più antichi, (uno con croci gigliate e colombe, l'altro con i tralci di vite, hanno evidenti elementi mediterranei e germanici.
Il restauro del Ciborio fu opera di Giorgio Turri, e la ricostruzione come detto fù oper del Da Lisca.
sulla colonna di sinistra, un'iscrizione ricorda che il Ciborio fù costruito con le offerte in onore a San Giovanni Battista, al quale è dedicata la Pieve.
                      
                      
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Ottobre 2009
San Giorgio di Valpolicella Ingannapoltron - Verona

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